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Frammenti romani (14-16/12/2003)

Il Foro Romano, la sera.

L'area ha costituito il centro dell'attività pubblica della città per quasi mille anni, dalla sua fondazione fino alla caduta dell'impero nel V secolo. Poi andata in rovina e ricoperta di detriti (era nota come "campo vaccino" - cioè di pascolo per le vacche - fino al Settecento) è stata recuperata negli ultimi due secoli.

Al centro l'arco di Settimio Severo. Sullo sfondo il colle Capitolino: a destra, sormontato da statue alate, il retro dell'Altare della Patria (alias Vittoriano); a sinistra, l'attuale palazzo del Municipio di Roma.

Quello che resta della basilica di Massenzio.

Dell'inizio del IV secolo, tra il Foro e il Colosseo.

L'Anfiteatro Flavio, detto il Colosseo.

Inaugurato nel I secolo. L'ultimo spettacolo di cui si ha notizia è avvenuto sotto il regno di Teodorico nel VI secolo. Poi cade in rovina per eventi naturali e per la spoliazione dei marmi a scopo di costruzione, nelle epoche successive.

Palazzo Koch, in via Nazionale.

Sede della Banca d'Italia.

La antica Curia, presso il Foro, sede del Senato Romano.

Voluta da Cesare, in sostituzione di una preesistente, e inaugurata da Augusto fu risistemata da Diocleziano in epoca imperiale. La statua sul fondo e il rilievo sulla sinistra sono di altra provenienza. Sui tre gradoni laterali (e quelli di destra fuori quadro) trovavano spazio gli scranni dei senatori. Il portale in bronzo originale è oggi visibile come portale centrale della basilica di San Giovanni in Laterano.

Altre viste della basilica di Massenzio.

Cassettoni della volta, con alcune residue decorazioni scampate alle spoliazioni avvenute dopo la caduta dell'impero e durate per secoli.

La navata laterale Nord, l'unica restante. Quella centrale aveva un altezza di 35 metri. Anche nella rovina di oggi l'ambiente riesce a comunicare un forte senso di spazialità e di pausa dalla realtà circostante.

La monumentalità e l'eleganza dell'edificio ispirarono gli architetti del Cinquecento nel progetto della nuova Basilica di San Pietro e di altre importanti opere del periodo.

Arco di Costantino, vicino al Colosseo.
Colosseo.

Per la facciata furono usati circa 100.000 metri cubici di marmo travertino e 300 tonnellate di ferro. Gli archi della seconda e terza arcata ospitavano una statua ciascuno, oggi tutte perdute.

Le mappe che descrivono l'espansione del dominio di Roma antica, fatte erigere da Mussolini a ornamento di via dei Fori Imperiali, tra il Colosseo e il Vittoriano.

L'apertura in piena area archeologica di questo ampio viale, che doveva celebrare i fasti del ventennio fascista, ha comportato la perdita del cuore di Roma medievale oltre alla copertura di gran parte dei fori di Cesare, Augusto e Traiano. L'intervento ha offerto comunque l'occasione per il recupero della zona, forse la più celebre e visitata al mondo.

L'unica colonna superstite della basilica di Massenzio, traslata in epoca barocca in Piazza di Santa Maria Maggiore.
Panorama dal parco del Pincio verso Ovest.

Spicca la mole della Basilica di San Pietro e del "cupolone" presso il colle Vaticano.

Il centro antico è abbondantemente fuori quadro, sulla sinistra.

Trinità dei Monti.
Piazza di Spagna e via dei Condotti, cuore dello shopping, viste dalla scalinata di Trinità dei Monti.
L'esedra di Piazza della Repubblica.

Il possente edificio sorge sull'analogo delle Terme di Diocleziano, che sono di spalle alla fotografia, vicino alla stazione Termini.

La scenografia urbanistica permette di scorgere in fondo a via Nazionale, al centro della foto, le statue alate sulla sommità del Vittoriano, in Piazza Venezia, a circa un chilometro e mezzo di distanza.